Forme e colori in arte

Nome della scuola:

Istituto Comprensivo Cervarese Santa Croce, Scuola dell’Infanzia Statale Le Ginestre

Docenti responsabili:

Orianna Marcato

Altri docenti partecipanti:

Barbara Tuzzato, Anna Bogoni, Rapanaro Angela, Barbara Tobaldo

Numero di studenti coinvolti:

33

Premessa

Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista. San Francesco d’Assisi

Arte e creatività svolgono un ruolo fondamentale nell’ambito dell’evoluzione infantile, collega la pratica di attività artistiche alle abilità comunicative e allo sviluppo fisico - cognitivo. L’arte contribuisce a migliorarne le capacità espressive, a favorire l’apprendimento logico – matematico e linguistico, a rafforzare la consapevolezza di sé, a liberare le potenzialità creative insite in esso. In definitiva, essa sembra essere determinante al fine di un’evoluzione interiore dell’individuo.
John Dewey affermò con convinzione l’idea che l’arte fosse il mezzo più indicato per utilizzare, in maniera costruttiva, l’energia creativa racchiusa nel bambino. L’arte non deve essere considerata come un’esperienza a se stante, bensì essa va messa in relazione alla psicologia dei singoli individui e alle realtà socio-culturali da cui scaturisce. Il filosofo sottolinea infatti come il fine ultimo dell’attività creativa del bambino non debba essere il manufatto che egli realizza, quanto piuttosto la capacità di osservazione, le abilità mnemoniche e l’immaginazione, che l’arte contribuisce a sviluppare e che conferiscono all’individuo buone capacità critiche e di risoluzione dei problemi.
Anche Maria Montessori elaborò un concetto di esperienza, in cui il fare e l’azione rappresentano la manifestazione esterna del pensiero. In questa concezione, l’esperienza manipolativo sensoriale, tipica della produzione artistica, assume un ruolo centrale in chiave evolutiva e la mano può essere considerata una sorta di protesi della mente. Sosteneva infatti che l’attività artistica fosse una forma di ragionamento e che percezione visiva e pensiero fossero connessi in maniera inscindibile. Il lavoro creativo, nel suo svolgimento, coinvolge numerose capacità cognitive e un bambino assorto a dipingere, scrivere, danzare, comporre, etc. altro non fa che pensare con i propri sensi. L’arte, nelle sue forme più varie (arti visive, musica, teatro, danza, etc.), coinvolge infatti tutti i sensi del bambino e ne rafforza le competenze cognitive, socio-emozionali e multisensoriali. Durante la crescita dell’individuo, essa continua ad influenzare lo sviluppo del cervello, le abilità, la creatività e l’autostima, favorendo inoltre l’interazione con il mondo esterno e fornendo tutta una serie di abilità che agevolano l’espressione di sé e la comunicazione.
Abbiamo proposto un progetto di arte  ai bambini … perché siamo convinte, come sosteneva John Dewey e Maria Montessori, che attraverso l’arte i bambini imparano a conoscere, ad osservare, il piacere  del fare, ad esprimersi, a creare a provare  e  dire di sì alle proposte con entusiasmo e sviluppano il senso del bello. Per questo abbiamo aderito al progetto A scuola di Guggenheim .
Usare l’arte nei percorsi scolastici restituisce centralità al fare con le mani, al pensare a quello che si fa, e ad arricchirlo con le proprie emozioni. Tutto questo sostiene l’organizzazione spaziale, l’organizzazione del corpo, l’organizzazione del tempo e favorisce l’aspetto percettivo. Il bambino impara ad esprimersi, a raccontarsi, a  imparare.
L’arte permette percorsi di scoperta e di apertura al nuovo, il tutto utile e incoraggiante a lasciarsi andare nel manifestare i propri desideri, le proprie emozioni, le proprie conoscenze e nel farsi guidare a sperimentare con coraggio le situazioni non conosciute .
L’arte diventa un momento in cui sensibilità, fantasia, riflessione, invenzione sviluppano la personalità e le conoscenze .
Nell’ambito di questo progetto abbiamo scelto il tema arte e matematica. Ci sembra il tema più che adeguato ai bambini di 5 anni  che sono motivati  e curiosi di sperimentare: segni e forme  in modo creativo.
“I bambini sono il nostro futuro e la ragione più profonda per conservare e migliorare la vita comune sul nostro pianeta. Sono espressione di un mondo complesso e inesauribile, di energie, potenzialità, sorprese e anche fragilità che vanno conosciute, osservate e accompagnate con cura, studio, responsabilità e attesa. Sono portatori di speciali e inalienabili diritti, che la scuola per prima è chiamata a rispettare” (Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione 2012)
Ogni scuola progetta il proprio curricolum sulla base delle nuove indicazioni:  - curando e consolidando competenze e saperi di base; - riconoscendo e valorizzando le diversità in un panorama quale è quello delle nostre sezioni sempre più colorate e sempre più plurilingue; - aiutando i bambini a padroneggiare i vecchi alfabeti per far fronte poi all'invasione dei nuovi; - formando culturalmente e cognitivamente ogni persona per affrontare il futuro. Quindi “scuola ambiente educativo di apprendimento” dove il termine “ambiente” non è inteso come luogo fisico ma come tutto ciò che incide sull'apprendimento, quell'insieme di elementi che attivano o inibiscono le modalità di apprendimento più autonome. La scuola ha il compito di dare un senso alla frammentazione del sapere e alle spesso contrastanti sollecitazioni formative offerte.
Con questa tematica, le insegnanti della Scuola dell’Infanzia Le Ginestre intendono proporre ai bambini percorsi di apprendimento mirati a rafforzare l’identità personale, l’autonomia e le competenze aiutandoli a vivere serenamente la propria corporeità, favorendo lo stare bene ed il sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparando a conoscersi e sviluppando in loro il senso di cittadinanza, divenendo così persone uniche e irripetibili. (Indicazioni Nazionali 2012)

Metodologia

Il metodo usato prevalentemente in questo progetto è quello del laboratorio. Un laboratorio non inteso come spazio bensì come modalità di lavoro dove il bambino può ascoltare e ascoltarsi, emozionarsi, sperimentare, stupirsi, imparare. Il bambino “… Se ascolta, DIMENTICA… Se vede, RICORDA… Se fa, CAPISCE… !!!”

  • Osservare la realtà circostante manifestando curiosità, interesse, gradimento e coinvolgimento emotivo.
  • Esprimersi in modo creativo.
  • Prestare attenzione alla proposta di stimoli visivi.
  • Leggere alcuni elementi soggettivamente rilevanti.
  • Confrontare immagini diverse sulla base delle proprie preferenze.
  • Sperimenta tecniche, materiali e diverse forme di espressione artistica.
  • Scegliere materiali e strumenti in relazione alla rappresentazione cui ci si appresta.
  • Rappresentare la realtà.
  • Osserva con attenzione e coinvolgimento ciò che lo circonda.
  • Si dispone all’osservazione di ciò che lo circonda.
  • Osserva quanto gli viene proposto.
  • Si esprime in modo creativo utilizzando tecniche e materiali.
  • Si esprime utilizzando tecniche e materiali.
  • Guidato si esprime utilizzando alcune tecniche e materiali

Un percorso alla scoperta delle forme geometriche per bambini con gli artisti, che le hanno utilizzate nelle loro opere d ‘arte, per farle conoscere a scuola e per giocare insieme.
Un percorso attraverso l‘analisi delle opere come punto di partenza per lavorare e introdurre nella scuola dell’infanzia, l‘approccio con la geometria ma anche l’attitudine dei bambini a replicare un modulo, a trovare le composizioni geometriche.
Le forme geometriche sono introdotte, attraverso la presentazione di un percorso fatto di tante immagini di opere d ‘arte .
Valorizzare le competenze geometriche, basato sull ‘osservazione degli alunni. Il lavoro procede per soluzione di problemi rendendo i bambini (singolarmente e in gruppo) protagonisti dell' apprendimento. Si cerca, quando possibile, di utilizzare situazioni e contesti reali, privilegiando materiali meno strutturati ma più ricchi di significato per il bambino.
Problem solving: far nascere problemi da momenti di gioco perché, se è vero che nei giochi è presente molta matematica è pur vero che la matematica ha bisogno del gioco per essere insegnata, da storie, da vissuti quotidiani stimolando ogni volta la discussione,passando ad analizzare i problemi emersi per cercarne la soluzione e infine confrontando le strategie risolutive trovate.
La parola chiave è esperienza: esperienze motorie che si intrecciano costantemente con le percezioni, la manipolazione e il gioco.
La scuola dell’infanzia come luogo di cura e di apprendimento attraverso una pedagogia attiva. L’apprendimento avviene attraverso l'esperienza, e la scuola si pone come luogo in cui le sollecitazioni che i bambini sperimentano possano essere analizzate, discusse ed elaborati. Il fare nelle diverse situazioni, è sempre correlato con il porsi domande, con lo scoprire connessioni, con il provare strategie, con il darsi spiegazioni.

Nodi tematici

Durante l’anno sono stati svolti diversi laboratori: psicomotorio, dal segno al disegno, matematico, riciclo, propedeutici al laboratorio dell’arte.

Dal segno al disegno

-      Conosco e sperimento i segni,

-      Il punto :ascolto della storia il punto, rappresentazione del punto con il corpo, conversazione: cos’è il punto disegno il mio punto, punti grandi, punti piccoli, punti vicini, punti lontani, tanti punti colorati nelle lettere del mio nome, riempio lo spazio con i punti

-      La linea: lettura della storia dal punto alla linea, tanti punti formano una linea, conversazione cos’è una linea, cammino sopra linee diverse, rappresentazione della linea con il corpo, disegno tante linee: orizzontali, verticali, curve, obliquee…, linee grosse e linee sottili

-      Conosco e sperimento i segni con  strumenti e materiali diversi: penna, pennarelli, tempera , pastelli a cera, matite,… . Il tutto attraverso  la realizzazione di opere collettive (ambiti del linguaggio visivo del dott. Pittarello), libretti in  foglio individuali e prove, realizzo l’inventario dei segni

“Forme e colori in arte”

  • Teodoro, Il grillo pittore ci racconta la storia di alcuni pittori:

Jackson Pollock : la sua tecnica dripping painting;

Wassily  Kandinsky : colori, forme ed emozioni

Piet Mondrian : linee orizzontali e verticali e i colori primari

Mirò: le sue forme

Paul Klee:  colori caldi colori freddi

  •  Osservo opere d’arte degli artisti
  •  Realizzo “copia dal vero”
  •  Realizzo le mie opere d’arte

Dal segno al disegno

  •  Utilizzo dei vari segni per realizzare disegni
  •  la linea si trasforma linea chiusa linea aperta
  •  linee che si intrecciano
  •  ritaglio linee e le faccio diventare tridimensionali
  •  Scopro le forme: quadrato ,cerchio, triangolo
  •  Rappresentazione grafica delle forme
  •  Ritaglio e incollo forme diverse in modo creativo
  •  Eseguo dei ritmi utilizzando segni

Laboratorio sul riciclo: con il materiale di recupero i bambini hanno realizzato delle opere collettive dei quattro pittori conosciuti: riciclo in arte.

  • Scopriamo  e conosciamo Peggy Guggenheim
  • Scopriamo e conosciamo la Collezione Peggy Guggenheim
  • Le opere d’arte del museo
  • Mi preparo alla visita
  • Imparo a conoscere Venezia

Uscita al Museo:  ciascun bambino è stato accompagnato da un adulto di riferimento ( genitori, nonni , baby sitter)
I bambini sono stati preparati all’uscita con un percorso sulla città di Venezia, e sulla conoscenza della storia del Museo e della sua creatrice, la collezionista Peggy Guggenheim.
E’ stato preparato lo zainetto del turista,  dove ogni bambino ha portato con se la mappa della città di Venezia e una mini guida del percorso precedentemente preparata da loro.
Ogni bambino ha realizzato un librone individuale con il percorso artistico fatto, che a fine anno hanno portato a casa.
Mentre le opere collettive e i quadri arte e riciclo sono stati esposti in una mostra  all’interno della scuola , dove tutti i genitori sono stati invitati a vedere  e i bambini hanno spiegato ogni quadro, raccontando il nome del pittore alla quale si sono ispirati, che materiali hanno utilizzato per realizzarli e che caratteristiche  artistiche hanno valorizzato di quel pittore.
Per noi insegnanti questa esperienza è stata una prova di realtà in quanto i bambini hanno raccontato in prima persona quello che hanno fatto  e le competenze raggiunte.