Rosso

Rosso

Per la sua straordinaria efficacia visiva, il rosso è in grado di inviare una varietà di messaggi. Nel regno animale è preposto alla trasmissione di segnali come la disponibilità all’accoppiamento o la fertilità, mentre nell’essere umano è il colore del sangue, che ad esempio crea il rossore sulle guance, sintomo di imbarazzo o rabbia. Nel mondo naturale è un colore frequente nelle piante, nei fiori, nei frutti e in alcuni animali. Frutta e verdura pigmentate di rosso contengono il licopene, sostanza del gruppo dei carotenoidi che ha potenti proprietà antiossidanti e antitumorali. La cocciniglia, invece, è un insetto che produce, se schiacciato ed essiccato, una tonalità cromatica rossastra molto intensa e duratura, che rese questo colorante prezioso come l’oro. Essendo i pigmenti rossi reperibili in natura, da sempre l’uomo ha potuto sfruttarne le qualità coloristiche nella tintura dei tessuti e nelle arti pittoriche. Nella storia dell’arte il suo utilizzo affonda le radici alla fine del Paleolitico, nelle prime pitture rupestri delle grotte di Lascaux e Altamira. In epoca egizia il vocabolo “rosso” ha una doppia connotazione linguistica potendo indicare sia l’arrossamento sul volto di una persona che la sua morte. Se per gli antichi Greci il rosso ha un valore magico, legato al fuoco e al sole, per i Romani è il colore delle cerimonie e dell’abbigliamento ufficiale. In epoca medievale è considerato il colore dell’aristocrazia e ritorna spesso negli stemmi delle casate nobiliari. È il colore simbolo del potere anche presso gerarchie ecclesiastiche dello Stato Pontificio e con la Riforma protestante diviene simbolo di immoralità, considerato estremamente vistoso e troppo costoso. Questa connotazione negativa arriva a coinvolgere anche le persone con capelli e peli rossi, additate come ipocrite e crudeli e, nel caso delle donne, accusate di stregoneria e prostituzione. In Rosso Malpelo, novella di Giovanni Verga, il colore dei capelli del protagonista fomenta la diffidenza delle persone. In pittura, il celebre pittore veneziano Tiziano Vecellio utilizza una gradazione di rosso emblematica della sua produzione pittorica, tonalità che ancora oggi è denominata “rosso Tiziano” in suo onore. Nel Novecento il dibattito attorno al colore assume un ruolo di grande rilevanza per gli artisti. In Vasily Kandinsky il rosso rimanda al calore, all’energia e alla vivacità e può essere avvicinato al suono martellante del tamburo. Per Piet Mondrian il rosso costituisce l’unione di luce e spazio, rimanda alla purezza e contribuisce alla sintesi della realtà. Il rosso ha un ruolo centrale nella ricerca artistica di Paul Klee, nei Dischi simultanei di Robert Delaunay, in molte opere di Alberto Burri, nelle tele di Ellsworth Kelly, e negli studi sull’interazione del colore di Josef Albers che, in una delle sue lezioni, afferma: “Se uno dice ‘rosso’ e ci sono 50 persone che ascoltano, di sicuro ci saranno 50 rossi nelle loro menti. E uno può stare certo che tutti questi rossi saranno molto diversi”.