Equilibrio

Equilibrio

Il termine “equilibrio” deriva dall’unione delle parole latine aequus, “uguale”, e libra, “bilancia”, e secondo la sua definizione scientifica consiste nello stato di quiete di un corpo. In fisica e in meccanica esistono diversi tipi di equilibrio: statico, dinamico, stabile o instabile e addirittura elastico. In medicina si parla di “equilibrio fisiologico” per definire diversi processi interconnessi volti a mantenere il buon funzionamento dell’organismo. Nelle Odi (II, 10,5; 23–13 a.C.) Orazio definisce il principio classico di giusta moderatezza ed equilibrio come aurea mediocritas (“aurea mediocrità”), ovvero la capacità di stare al centro, nel mezzo, rifiutando ogni eccesso. Quando nel gergo comune si allude a una persona equilibrata, si intende, infatti, qualcuno che dimostra equilibrio mentale e comportamentale, moderazione e senso di misura. In estetica, l’equilibrio è fondato su principi di natura psicopercettiva, di piacere sensoriale derivato dall’armonia, dalla simmetria e dall’ordine.  Per questa sensazione di appagamento visivo, l’equilibrio è considerato una delle categorie essenziali della storia dell’arte. Nelle teorie neoclassiciste di Johann Winckelmann, l’equilibrio fa parte della “quieta grandezza” che ha reso eterna l’arte classica. Secondo il filosofo Georg Wilhelm Friedrich Hegel, l’equilibrio è in grado di riflettere l’ordine cosmico che caratterizza le orbite dei pianeti. L’equilibrio è stato interpretato dagli artisti tramite soluzioni formali e figurative sempre diverse. Osservando la Pala Montefeltro (1472–74) di Piero della Francesca, l’occhio riconosce la specularità della composizione determinata dalla simmetria tra lato destro e sinistro dell’opera. Non sempre, però, equilibrio è sinonimo di simmetria. Tra gli artisti moderni, Alexander Calder, con i suoi mobile, sfida i principi della fisica creando sculture capaci di disegnare meravigliose orbite e delicati equilibrismi. Per Vasily Kandinsky e Piet Mondrian l’equilibrio serve a dare un ordine al mondo. Nelle sue Composizioni Kandinsky distribuisce colori caldi e colori freddi in base alla diagonale che divide la tela dall’angolo in basso a sinistra e quello in alto a destra. In Verso l’alto (1929) crea un moto diretto verso l’alto bilanciando le forme ai lati di una linea verticale continua. Mondrian, invece, si avvale dell’ortogonalità di rette verticali e orizzontali e dei colori primari per perseguire l’equilibrio assoluto, dare un senso al nonsense del mondo e restituire un ordine all’esistenza. In Equilibrio (1933–34) Jean Hélion stabilisce un equilibrio tra la massa semplice e compatta nella parte destra e le forme sulla sinistra, più complesse e colorate. Le ricerche di Hélion sugli stati di equilibrio visivo e sulle idee di sospensione e tensione di forme bidimensionali ispirano Calder, che in quegli stessi anni elabora i suoi mobile in movimento nello spazio.