Ambiente, ecologia e sostenibilità

Ambiente, ecologia e sostenibilità

Le riflessioni sulla salvaguardia dell’ambiente e lo studio delle relazioni tra esseri viventi  ed ecosistema hanno attraversato ogni epoca e cultura, confluendo in differenti ambiti  della conoscenza: filosofia, matematica, biologia, letteratura, poesia e arte. Il primo filosofo greco che guarda ai problemi dell’ecosistema è Teofrasto. Autore nel V sec. a.C. di due trattati di botanica e di uno scritto di fisiologia, Teofrasto indaga i fattori che determinano la morte delle piante (clima o malattie) e condanna il consumo di carne e i sacrifici degli animali. Alcuni filosofi greci, come Aristotele, Platone e Ippocrate, elaborano considerazioni sull’universo e i suoi abitanti ponendo al centro delle loro ricerche l’essere umano. Plinio il Vecchio, nel libro XXIII del Naturalis Historia, condanna l’estrazione mineraria delle pietre preziose, metafora dell’avidità dell’uomo, che pur di procurarsi elementi preziosi è disposto a scendere nelle viscere della terra, a due passi dagli inferi. Nel Medioevo la natura, rispettata  e venerata in quanto riflesso del divino, è dispensatrice  di medicine per  i mali del corpo  e dell’anima, richiama realtà soprannaturali e racchiude un sistema complesso di simbologie e credenze.  In seguito, l’interesse per l’ambiente  e l’habitat naturale assume principalmente carattere scientifico. Leonardo da Vinci, ambientalista ante litteram, studia  i meccanismi naturali e la loro perfetta realizzazione e ritiene che la natura non vada dominata ma serva all’uomo da modello  e ispirazione. Nei suoi dipinti le piante  sono rappresentate nel loro habitat e, con la stessa sensibilità, lo scienziato progetta macchine e strumenti con una visione proiettata verso l’innovazione sostenibile. La delusione per le teorie illuministe e le premesse kantiane sul tema del sublime portano i romantici ad ammirare la natura per la capacità di impressionare l’immaginazione.Gli scrittori dello Sturm und Drang, poeti come Giacomo Leopardi o William Wordswoth, e artisti come Caspar David Friedrich o William Turner incentrano le loro ricerche sulla potenza espressiva della natura e sulle sue qualità contemplative. Nel Novecento le due visioni, quella scientifica e l’altra evocativa, si uniscono  nel considerare la natura un sistema armonico di forme perfette e, allo stesso tempo, una fonte di ispirazione dal potenziale simbolico: i mobile di Alexander Calder ricreano il fascino delle foglie spinte dal vento; Jean (Hans) Arp riproduce la sinuosità delle linee naturali; Paul Klee plasma un universo popolato da forme astratte; Mario Merz  si ispira alla successione di Fibonacci  come esempio di perfezione estetica;  elementi della natura vengono utilizzati  nella pittura surrealista tramite tecniche artistiche innovative come il frottage sperimentato da Max Ernst. Nella seconda metà del Novecento l’attenzione per il paesaggio cambia:  l’avvento di una consapevolezza ecologista e delle battaglie ambientaliste determinano la nascita di correnti culturali che pongono al centro delle loro ricerche il rispetto dell’ecosistema naturale. Arte Ambientale, Land Art e Arte Povera sono movimenti accomunati dall’osservazione dei fenomeni, dall’analisi delle relazioni tra esseri viventi  e ambiente e dall’utilizzo di materiali  naturali nella ricerca artistica. Oggi, i riferimenti alla natura hanno  assunto un valore più ampio di sostenibilità, cioè di difesa e conservazione dell’equilibrio ambientale. Numerosi artisti contemporanei indagano il rapporto tra uomo e natura, inteso come rispetto dell’ambiente, riduzione dell’inquinamento, impiego di risorse rinnovabili e attenzione ai cambiamenti climatici.