Artisti audaci

Artisti audaci

Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora la nostra sfida alle stelle!”.
Filippo Tommaso Marinetti, Manifesto futurista, 1909

La rivoluzione industriale, le due guerre mondiali e i successivi cambiamenti socio-economici hanno segnato il XX secolo e portato l’uomo dapprima a una profonda crisi esistenziale e, in seguito, a una forte spinta rinnovatrice. Rompere col passato è sempre stato anche il desiderio di personalità libere che, con scelte non convenzionali, hanno contribuito alla rivoluzione culturale e sociale del Novecento. In ambito letterario, musicale, scientifico, antropologico, psicologico, sociale e, non ultimo, in campo artistico, personalità audaci, intuitive e alle volte radicali e sovversive hanno saputo interpretare la propria epoca contribuendo alla sua trasformazione.

Grazie a questi innovatori, il Novecento è ricordato come un secolo di grandi rivoluzioni e prodigiose scoperte. Nel 1905, Albert Einstein pubblica quattro celebri articoli sul concetto di quanto e l’effetto fotoelettrico, sul moto browniano, sulla relatività ristretta e sull’equivalenza tra massa ed energia, che, dieci anni più tardi, porranno le basi della fisica contemporanea. Se la scoperta di Einstein ha quale drammatico esito l’invenzione della bomba atomica, quella operata nel 1928 da Alexander Fleming, padre della penicillina, è fondamentale per le sue applicazioni in medicina. Isolato per la prima volta già nel 1869, il DNA viene scoperto nel 1943 dai canadesi Oswald Theodore Avery e Colin Munro MacLeod che, assieme all’americano Maclyn McCarty, riescono a dimostrare il trasporto dell’informazione genetica attraverso l’acido nucleico.

Esempi di coraggio e audacia, con una forte spinta verso la sperimentazione e la ricerca di nuovi linguaggi, si ritrovano in tutta la produzione artistica del secolo scorso, nata all’insegna del rinnovamento e della rottura con il passato. Per citarne alcuni, Pablo Picasso con le visioni multiple della realtà, Marcel Duchamp con il ready-made, Vasily Kandisky con l’astrazione lirica, Piet Mondrian con quella geometrica, Umberto Boccioni e il Futurismo hanno rifiutato i principi estetici, artistici e culturali delle epoche precedenti, determinando la nascita delle avanguardie, movimenti che, rompendo con la tradizione, si aprono alla libertà espressiva, all’irrazionalità e alla soggettività.

Le avanguardie guardano alle diverse scoperte del Novecento facendole proprie:  gli impressionisti studiano il funzionamento della visione e della percezione dei colori, i futuristi si appassionano alle scoperte tecnologiche, i surrealisti abbracciano la psicoanalisi. Altri hanno saputo interpretare i principali movimenti politici e le diverse teorie filosofiche e sociologiche, assumendo una forte identità critica, a tratti sovversiva e rivoluzionaria. Facendo tabula rasa delle concezioni passatiste dell’arte del secolo precedente, i surrealisti guardano alla teoria freudiana e al marxismo, i dadaisti si definiscono nichilisti, mentre i futuristi mescolano l'ideologia socialista al patriottismo e alla celebrazione della guerra.

PROGETTI REALIZZATI